Ho già scritto in questo blog del fatto che la biblioteca
della mia università è piena di personaggi assurdi. Una cosa molto interessante è che quasi tutta la gente studiosa – almeno quella che ci va regolarmente – ha un posto, magari un piano o anche una scrivania specifica, dove studia quasi sempre. Per esempio, se voglio trovare il mio lab partner del post di sotto, so di poterlo trovare sul nonno piano, il lato sud, sui tavoloni vicino alle finestre con i suoi amici.
A me non piace avere un posto fisso in biblioteca: mi fa sentire che sto andando alla mia scrivania a lavoro, e mi viene una sensazione di ansia e pressione quando studio sempre nello stesso posto. Quindi mi piace spostarmi. Ma ultimamente sto sempre sull’ottavo piano, perché là ci sono i romanzi. Così posso leggere qualcosa che non c’entra niente con la scienza mentre mangio il mio pranzo. (Al momento sto rileggendo questo, che mi dà una vera pausa dallo studio!)
Andando sempre all’ottavo piano, cerco di cambiare scrivania e zona per evitare quella sensazione di pesantezza che ho descritto sopra. Nonostante questo, inizio a riconoscere un po’ di persone che ho sempre intorno. Sopratutto la persona di cui volevo scrivere oggi: La Ragazza di Gomma e Ruttini. Questa ragazza sembra di vivere in biblioteca, studia tantissimo, e purtroppo credo che sia una studentessa di medicina. Lei ha due abitudini fastidiosissime.
Uno: fa pagine di appunti con la sua matita, e poi passa 40 minuti (anche di più!) a cancellare tutto con la sua gomma. Cancella, cancella, cancella, e nel frattempo fa chili di polvere e trema tutto il blocco di scrivanie a cui è attaccata la sua. Ieri ho avuto il privilegio di essere attaccata a lei, e non potevo credere il movimento che faceva. Sembrava un terremoto.
Due: fa rutti senza accorgersene (o meglio, se ne frega). Ogni tanto rutta. Non riesco a capire. Non l’ho mai vista mangiare: non fa altro che leggere, scrivere e cancellare. Quindi chissà perché c’ha disturbi nella pancia! Comunque rutta. E quando sei in una sala silenziosa – cioè mi imbarazzo quando devo masticare il mio panino per il rumore che faccio – un rutto fa un vero casino.
In realtà sarebbe possibile evitare di stare vicino a lei: la biblioteca è enorme e potrei leggere il mio romanzo e mangiare il mio panino in tranquillità. Però un po’ mi sto affezionando a questa distrazione. Non so se la voglio evitare: ma dovete ricordarmi sempre di prendere una scrivania che non è attaccata alla sua. Almeno questo.
-
Articoli recenti
Archivi
-
Cos'hai detto?
emmagilmore su Il Manicomio (detto anche… emmagilmore su Il Manicomio (detto anche… M.T.I. su Il Manicomio (detto anche… Betty su Il Manicomio (detto anche… Blogroll
Favorite tags
are nel tema di oggi (che è San Valentino) e per stare nel tema dell’ultimo post (dei nerd), pensavo di scrivervi una piccola descrizione del mio lab partner di chimica organica. In realtà lui non è molto nerd – è uno studente “maturo” come me (credo abbia 26 anni), ed è una persona molto più sana di tante altre in questo mondo. Poco competitivo, comprensivo, educato. Però è anche molto ansioso, e la sua ansia può creare delle situazioni divertenti. Ed eccoci qua al dilemma della PROPOSTA. Quale proposta, chiedete? Il mio lab partner vuole chiedere la mano della sua fidanzata, con cui convive, e durante le vacanze di Natale le ha comprato un anello di fidanzamento. Qui questa tradizione è molto forte: il fidanzato prende l’anello col diamante, e chiede la mano alla sua fidanzata, idealmente in un momento romantico e ben pianificato. (Nei tempi dei miei non si faceva così tanta scena; non so perché deve essere così adesso. La mia generazione è proprio tradizionale!) Caro lab-partner Mike dovrà continuare a pagare l’anello fino a maggio, e nel frattempo sta cercando di creare la proposta “più bella del mondo” per la sua ragazza. Essendo un po’ ansioso, sta chiedendo consigli e idee da tutte le donne intorno a lui, compresa la vostra Emma. Ovviamente la situazione è un po’ assurda, considerando che conosco poco lui, non conosco lei, e in più non sono un’amante di grandi sceneggiate di questo tipo. Però, avendo un cuore romantico, sto facendo il mio meglio per dare una mano.





