Stessi occhi, nuovi denti

Buon 2012 ai miei lettori! Sembra che quest’anno stia iniziando in un modo molto strano, e anche un po’ sfigato: invece di sentire storie di cose belle del nuovo anno, sento racconti che hanno sempre un po’ il tono della Costa Concordia. Brutto.
Però sembra che sia anche un momento – per alcune persone che mi stanno vicino – di cambiare look, o almeno aggiornarlo. Ecco perché vedo un sacco di nuovi occhiali intorno a me – e sono tutti belli! Infatti ho trovato la montatura che vorrei se portassi occhiali; quasi quasi sono delusa che non ne ho bisogno.
Invece, per me, stiamo quasi ad un’altra nuova frontiera: quella dei denti nuovi. La mia avventura con Invisalign sta quasi quasi quasi per finire: tra una settimana finisco con la procedura formale, e inizio a scalare (pian piano) il mio tempo con la “dentiera”, così per arrivare ad un momento in cui non la devo più mettere. Cioè, cerchiamo di fare in modo che i miei denti si abituano al loro nuovo stato di essere, e poi basta!
La cosa più bella è che potrò mangiare merende quanto voglio, ed essere pigra e rimanere a tavola invece di dover alzarmi ad un certo punto per lavare i miei denti e rimettere la dentiera (una cosa che odio). Quanto è bello poter rimanere seduta, in pigrizia e felicità, con la pancia piena e solo il pensiero del dolce!? Mi manca molto questa sensazione – anche se sono diventata molto brava a lavarmi i denti, sempre.
Mi rimane solo un piccolo dubbio. Mentre ho iniziato questo percorso coi denti da vampiro, ora mi sento di che siano proprio l’opposto. Prima i miei denti davanti erano troppo indietro; ora credo che assomigliano quelli di questo bel coniglio, e forse si fanno vedere un po’ troppo. Stranamente il mio dentista non vede il problema. Mi sa che la morale della storia è che non sarò mai soddisfatta dei miei denti, sono troppo abituata a criticarli! Però quanto sarà bello poter mangiare liberamente tutti i gelati che voglio quest’estate; la vostra amica Bugs Bunny non vede l’ora!

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Americana viziata

La settimana scorsa ho avuto tre esami in tre giorni. Uno dei pensieri che mi ha aiutato durante questo periodo stressante era l’idea che dopo il terzo esame, venerdì pomeriggio, mi sarei comprata delle cose buone da mangiare e poi (che lusso!) avrei mangiato tranquillamente senza nemmeno un singolo pensiero di fisica o chimica organica. Quindi sono passata dal supermercato dopo l’esame e mi sono presa due cose che adoro: lamponi e asparagi. Considerando che ho già regalato ad almeno 10 persone il calendario di Eataly, so già troppo bene che questi cibi non sono di stagione e non facevo bene al mondo quando li ho comprati.
Poi ho pensato che magari questo è un piacere particolarmente americano (anche se certe cose sono sempre disponibili anche in Italia), e mi dispiaceva ancora di più. Ma la verità è che sono viziata per quanto riguarda cibo, e ho portato a casa i miei acquisti con felicità (e un po’ di sensi di colpa). Mi dispiace per quello che ho fatto, è vero. Ma quanto sono buoni asparagi e lamponi?
Comunque, mi sono già promessa che dopo gli esami finali mangerò solo le cose di stagione, tipo zucche, sedano e patate. Giuro.

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La Vita Distratta

Eccoci qui quasi a dicembre, e come sempre la vostra pessima blogghista non scrive da un sacco di tempo. All’inizio del mese avevo anche una buona scusa: l’arrivo di MaxtheItalian sulla terra newyorkese, e i nostri 10 giorni di serenità, avventure, cibo buono, poco stress e tanta felicità! Ma ora purtroppo sono già tornata da un po’ alla realtà degli studi, e devo dire che ho perso un po’ di motivazione. Forse è per il fatto che mancano pochi giorni (solo 23!) prima della fine del semestre – o per il fatto che darò 5 esami durante i questi 23 giorni e il panico inizia a pesarmi. Ma secondo me è colpa del mese di maggio, perché da lì mi aspetta una vera di pausa dagli studi – ora che inizo a vedere la luce alla fine del tunnel, è più difficile girare i miei occhi nella direzione giusta: VERSO I LIBRI. Ma ci proverò. (Con qualche pensiero della luca che arriverà molto prima, il bel gennaio italiano che è quasi tra le mie mani!)

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Il Caso dell’Agente Segreto

Io ho scoperto la settimana scorsa di avere un’agente segreto come docente di fisica. In realtà non è detto che fa l’agente segreto, ma è l’unico modo in cui mi spiego la sua stranezza. Allora, il primo giorno del laboratorio di fisica, quest’uomo si è fatto conoscere dicendo che dovevamo chiamargli Jason, ma Jason non era il suo nome. Purtroppo, diceva lui, il suo vero nome è cinese e noi non ce la faremo a pronunciarlo, quindi meglio se lo chiamiamo Jason e non ci sforziamo troppo. Va bene, abbiamo fatto così, e per noi era Jason.
La settimana scorsa dovevo passare dal lab il giovedì pomeriggio perché avevo dimenticato di prendere qualche numero per il report della settimana. Ci sono andata a caso, senza pianificare, perché dovevo solo passarci. E mi sono trovata ad aspettare fuori con un po’ di studenti che dovevano entrare per il loro laboratorio alle 17. Conoscevo una delle ragazze, e abbiamo iniziato a parlare dei nostri docenti del lab. “Il mio è un po’ strano,” mi ha detto. “Non ci fa fare i quiz, ma è un po’ severo coi compiti.”
“Anche il mio!” Le ho risposto. “Ma il tuo come si chiama?”
E lei, “Lewis.”
“Ah, niente,” ho detto. “Il mio si chiama Jason. Non è possibile che abbiamo lo stesso docente.”
Quindi lì stavamo aspettando. Dopo un po’ è arrivato il docente. E forse avete già immaginato: era Jason! O meglio, era Lewis! Ma perché?!
Stavo raccontando quest’episodio a uno dei miei colleghi del centro di studio, uno che ha fatto fisica l’anno scorso. “Ah certo,” mi ha detto. “Io conosco quel docente, l’ho avuto anch’io l’anno scorso, ma si chiamava Greco.”
Che dire – sicuramente è un’agente segreto. Altrimenti ci sta prendendo in giro alla grande, e posso già immaginare le sue chiamate alla sua famiglia in Cina dove dice che è riuscito a convincere i suoi studenti che c’ha un sacco di nomi diversi!

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Il Blocco Psicologico

Questo semestre, per la prima volta, mi trovo davanti ad un grosso blocco psicologico nello studio. Il blocco può essere chiamato anche da un’altro nome: professore di chimica organica. Non scrivo qui il suo vero nome perché c’ho paura di lui e non voglio che c’ha delle spie italiane che poi gli diranno che ho scritto questo post e poi sarò bocciata e non potrò fare la carriera di medicina e nessuno potrà aiutarmi perché lui è così potente. Si, se non hai capito, quest’uomo mi fa paura. È difficile spiegare perché, considerando che ora il problema è diventata un po’ troppo enorme, ma ci proverò.
Il mio prof è un genio della chimica organica. È famoso, ha scritto chissà quanti libri, ci sono reazioni che ha scoperto lui e hanno il suo nome, è così potente che è riuscito a cambiare la struttura della facoltà di chimica semplicemente perché non gli piaceva insegnare una classe di tanti di studenti, è famoso per quanto sono difficili i suoi esami – è citato più volte sull’internet per questa cosa.
Il mio prof parla stra velocemente mentre scrive sulla bacheca, così velocemente che è difficile seguirlo. Ogni tanto, con la velocità della luce, fa un esercizio sulla lavagna per farci vedere. Di solito salta una parte della spiegazione dicendo, “Vabbeh, questa parte è proprio facile, lo so che lo capite già tutti quanti.” E noi siamo lì con gli occhi spalancati, con gli appunti che sembrano arabo per quanto stiamo scrivendo velocemente. Questa materia è famosa perché è la più difficile di tutte le materie pre-medicina. Magari spiegare ogni esercizio fino alla fine ci serve – no?
Quest’uomo riesce a sentire se uno studente sbadiglia durante la lezione, e ben due volte ha sgridato direttamente le persone che lo fanno, dicendo che dovrebbero stare a casa perché non ha voglia di sentire queste cose. In realtà anch’io credo che sia maleducato sbadigliare – almeno facendo rumore – durante una lezione, ma mi fa terrore il fatto che lui ferma la lezione per fare questo discorsino davanti ad una classe di 300 persone.
Quest’uomo non ha ore aperte nel suo ufficio per incontrare studenti, come ogni altro prof in tutta l’università. Invece, se hai una domanda, gli devi scrivere una mail. Come ci ha spiegato alla prima lezione, è convinto che il dover scrivere una mail sarà abbastanza per fermare quasi tutti, così riceverà poche mail e poche domande. Un giorno quando gli ho chiesto di un compito – per cui lui aveva sbagliato a non mettere sull’internet le soluzioni – mi ha risposto che saprei già come fare se venissi regolarmente alle sue lezioni. Da quando ho iniziato questo programma settembre scorso, non ho mai saltato una lezione – ma meglio sospettare tutti i tuoi studenti, no? Così non diventiamo arroganti. O meglio, eviteremo di chiedere anche le domande più razionali perché la risposta è così cattiva.
Forse ora stai pensando che dovrebbe essere possibile scappare dal pensiero di quest’uomo se mi tuffo semplicemente nello studio, leggendo il testo e imparando bene gli argomenti. Ma qui incontriamo un’altro problema. Chi ha scritto il testo più diffuso sulla chimica organica in questo paese, in cui il tono della sua voce è riconoscibile su ogni pagina? Si, è stato lui. Ora è a casa con me, proprio qui sulla scrivania. Non posso scappare nemmeno per un momento.
Inizio a pensare che questo corso mi odia personalmente, e vuole confondermi e farmi problemi. Abbiamo fatto il primo esame venerdì scorso. Tutti hanno già ricevuto il loro voto e sanno come e quanto devono migliorare per la prossima volta. Volete sapere del mio esame? Anch’io. Ma l’hanno perso. Stiamo aspettando che venga trovato, prima o poi, così saprò anch’io.
Secondo voi qual’è il mio incubo ricorrente di quest’autunno? Più di due volte ho sognato che sto davanti ad un’esame di chimica, non riesco a farlo, non so niente e non capisco nemmeno il significato della domanda. Sembra che sia in un’altra lingua, e mentre passano le ore rimango lì a guardare le pagine vuote dell’esame. Poco chiaro questo incubo, giusto?
Insomma, c’ho un blocco psicologico. Sto cercando di superarlo. Vi giuro che ci proverò. E spero, questa primavera, di scrivere un nuovo post sul fatto che adoro il mio prof di chimica organica. Incrociamo le dita.

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Top 5 Novità di Settembre

Sono stata via per troppo tempo, quindi devo fare un post sintetico di quello che è successo dall’ultima volta che ho scritto. Non capisco dov’è andato questo tempo, ma sono contenta che stia passando: arriva presto, novembre, ok?
Allora, le 5 cose più importanti del mese:

1. Ho iniziato a gestire le mie sessioni di studio. La prima settimana è stata un’incubo: dovevo fare la presentazione dell’inizio dell’anno e spiegare come funzionano le sessioni, tutto il tempo con la pressione e temperatura che stavano salendo. Per non parlare del colore della faccia. Ma miracolosamente le cose sono migliorate, e ora mi sento positiva ogni volta che esco da una delle mie sezioni. I ragazzi stanno anche lavorando insieme. Vedi #2.

2. Ho capito il valore di una minaccia. All’inizio, quando i miei studentini non stavano lavorando insieme (e lavorare insieme sarebbe l’obiettivo di questa cosa), mi sentivo disperata e delusa. Ho avuto mille fantasie in cui il grande prof di chimica entrava nella mia auletta e mi sgridava, o la mia capa mi diceva che ero la tutor più scarsa di tutti i suoi dipendenti. Allora, una mia collega mi ha consigliato di dire ai ragazzi che non gli darei i loro punti (5 punti per ogni sessione) se non li vedevo lavorare insieme. La minaccia è attualmente impossible da effettuare: non abbiamo ancora le liste delle presenze, quindi non so i loro nomi e sarebbe difficile sapere da chi togliere i famosi punti! Ma loro non sanno questo, e ho potuto vivere il bel potere che viene da una bella minaccia fatta a 40 studenti lecca-culi. Entro meno di un secondo stavano lavorando insieme, e sono rimasti così (in tutte e due le sezioni) per tutto il tempo. Che soddisfazione nel essere disonesta!!!! Domattina, per la mia terza sezione, riproviamo questa strategia!

3. Io e mia sorella siamo andate a casa a Boston, per lo stesso weekend, per la festa del libro di mia mamma. Che bello – erano 9 mesi che non eravamo lì insieme, ed è stato veramente piacevole.  Se c’è una cosa stra-positiva di essere negli Stati Uniti (e quindi lontano da tante persone a cui voglio tanto bene), è il fatto che sono vicino alla mia famiglia. Che lusso!

4.  Ho dato due esami. Questa si chiama “novità” perché è il motivo per cui non sono stata qui. Ma non ne parliamo. Odiosi quei due esami!

5. C’è una ragazza – cioè una di forse 10 assistenti per il mio prof – che insegna la mia sessione piccola di chimica organica ogni venerdì mattina. Di dove viene, secondo voi? Parma! Si è sposata con un’americano, ed è simpaticissima. Quindi ogni venerdì mattina posso ascoltare un bel accento italiano, e (se sono fortunata) posso anche parlare in italiano (dal vivo!) se la vado ad incontrare per chiedere qualche domanda. Il destino non poteva fare meglio! (Invece forse si: uno degli assistenti per fisica è un sardo che ha pure parenti di Perdasdefogu. In più è il miglior amico di un ragazzo bolognese che è fidanzato con la figlia inglese di una delle migliori amiche di mia mamma dagli anni universitari, e ora la coppia vive a New York. Questa situazione è assurda. Ma io ho beccato un’altro docente di fisica, per caso. Meglio così! Non posso avere solo docenti italiani; mi verrebbe troppa nostalgia!)

Per ora basta. Proverò ad essere una blogghista più costante!

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Dall’altra parte del banco!

Per chi non lo sa già, in questi giorni sto iniziando il mio nuovo lavoro: farò tutor di chimica e biologia per ragazzi dell’università. Dovrei fare qualche ora “aperta” in cui i ragazzi possono venire al centro di assistenza di studio e chiedere aiuto; ho fatto le prime ore oggi e non è venuto nessuno! (Mi hanno detto di godermi la tranquillità dei primi giorni perché diventerà caotico!)
Però in realtà il mio compito principale è un’altro: devo gestire tre sessioni di studio di chimica, di circa 20 ragazzi ognuno, preparando un tot di esercizi che loro faranno durante la sessione. Io sono lì per aiutarli a completare gli esercizi e insegnare qualche cosa, se hanno domande.
Io andavo religiosamente a queste sessioni l’anno scorso, quindi mi sento molto fiera del fatto che ora potrò gestirle. Però sono terrorizzata. È possibile che ho preso l’impegno di mettermi davanti ad una classe di ragazzi, aiutandoli ad imparare CHIMICA? Semplicemente parlare davanti ad un gruppo di 18enni mi dà incubi (sarò rosso come un pomodoro!) – ma devo anche dimostrare di sapere qualcosa? E pure scrivere sulla lavagna???? Non lo so fare! Ogni tanto mi chiedo com’è che mi sono messa in questa situazione – sembra proprio incredibile. Magari finirò per terra, svenuta, durante la mia introduzione.
Ancora non so quando farò la prima sessione, ma probabilmente sarà la settimana prossima. Incrociate le dita per me!

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